Pigmalione e Galatea
Dopo Leda e la sua "avventura" con il Cigno/Zeus, oggi vi racconto la storia (breve, spero) di Pigmalione.
Il giovane Pigmalione era, fortuna sua, il re di Cipro e sempre perché le fortune non vengono (come i mali) mai da sole... possedeva anche un dono immenso: era uno scultore abilissimo!
Ma... eh, già, c'è un ma... il nostro Pig (in senso affettuoso, ovviamente), proprio per dar modo alla sua arte di uscir fuori in ogni momento della giornata, stava sempre a "lavorare" (oltre che a fare il re) e per questo motivo era uno dei pochi re in giro per l'Ellade ancora zitello...
Le donne gli piacevano eccome ma siccome NESSUNA donna poteva eguagliare le forme eburnee che lui era in grado di scolpire, meglio stare senza...
Un giorno si mise a lavorare ad un nuovo progetto scultoreo, gli dedico ore e ore, lasciando indietro anche i suoi doveri di Signore di Cipro... scolpiva e scolpiva (nemmeno Fidia e Prassitele furono in grado di tanta devozione verso quest'arte... macché, quei due si davano ai bagordi e al culto di Dioniso qualora era possibile).
Dopo parecchio tempo e parecchia fatica... finalmente l'opera fu ultimata:
una magnifica statua di avorio si ergeva al centro del suo laboratorio.
Così come (dovreste ricordarvelo) Efesto forgiò la bella Pandora, il nostro Pigmalione fece la statua che rappresentava la donna ideale per ogni uomo ma, soprattutto, per lui.
Era talmente perfetta che Pig se ne innamorò all'istante. Ogni giorno le si avvicinava, la accarezzava, le faceva qualche piccolo ritocco, per renderla ancora più perfetta. La ornò con preziosi tessuti e gioielli... e la notte finì per dormirle accanto tanto era il bisogno di starle vicino.
Ma Pigmalione era triste. Era una statua e sinceramente una statua, seppur perfetta, rimane sempre una cosa inerte, no? Avrebbe voluto vederla prender vita, animarsi, parlare... camminare... ma niente.
Giunse il periodo in cui nell'isola di Cipro si celebravano i riti in onore della dea Afrodite (la solita gnoccolona nata dal sangue sgorgato in mare dopo che Urano tagliò il pisello al padre Crono... anche di questo ve ne parlai però).
Il nostro Pig si recò alle celebrazioni in onore della Dea... entrò nel tempio stracolmo di doni e offerte (gli dei non lavoravano mica gratis, neh?) e cominciò a pregarla in modo accorato e appassionato:
O grande e magnifica dea, signora della bellezza e della bontà... ascolta le preghiere di un povero re solo che rischia di rimanere zitello e inacidire poiché nessuna donna di Cipro è a lui adatta e consona (beh, chi di voi si accontenterebbe di una cipriota qualunque e non vorrebbe avere come compagna il proprio ideale di compagna? Mica scemo il PIG). Ti prego grande signora... a casa, ho un laboratorio dove scolpisco e ultimamente ho realizzato una splendida statua d'avorio... bellissima... mi piacerebbe che la statua diventasse una donna di carne e ossa (non troppe ossa magari)... so che puoi o dea dell'Amore, non negare la grazia a questo uomo che ti venera da sempre... e se solo potesse vorrebbe avere te come sua sposa (PIG non era scemo e tutti sapevano che le dee dell'Olimpo erano sempre lì a far gare su chi fosse la più bella, la più sexy, la PIU'... quindi, un complimentino in più non avrebbe potuto che accelerare la pratica, se la stessa avesse avuto un incipit)
Afrodite che si trovava ad essere così fortemente invocata e soprattutto adulata, fu colpita dalla richiesta del re scultore che fece in modo che le fiamme che ardevano moscette sull'altare a lei dedicato si innalzassero fiere e potenti verso il cielo per ben tre volte (Tipo i tre botti che sanciscono la fine dei fuochi d'artificio)
Quando Pigmalione vide che quantomeno, la sua preghiera era stata ascoltata... non ci vide più dalla fame... opss, no quella è la pubblicità, scusate :)
Non ci vide più dalla contentezza e cominciò a correre all'impazzata verso il castello (s'era scordato pure il cavallo legato al fontanile, sto scemo) con la speranza di vedere la fanciulla di avorio animarsi e prender vita...
Arrivò trafelato nella stanza da lavoro e vide Galatea (così aveva battezzato la statua) abbandonare lentamente le sembianze rigide e marmoree per trasformarsi in una magnifica fanciulla dalla pelle bianca e morbida...
Pig non credeva ai suoi occhi, si avvicino a Galatea e la sfiorò poi, mentre lei cercava di muoversi e di scendere dal piedistallo, lui la prese per un polsò e sentì il battito...
Chiaramente la Galatea si innamorò seduta stante del Pigmalione che non le fece dire nemmeno pio e la sdraiò là, seduta stante ( visto mai quel porcello di Zeus fosse nei paraggi e si trasformasse in uccello padulo o altro???) e poco tempo dopo i due si sposarono e vissero felici e contenti...
Nacque anche un figlio, Pafo che negli anni successivi successe al Padre nella reggenza, divenne a sua volta padre di Cinira che fondò vicino Cipro la città di Pafo e là costruì un bellissimo tempio dedicato alla dea Afrodite.
The end...
Un saluto a tutti, mf