martedì 9 agosto 2005

Senza titolo 712



Metalliartists
Pittrici / 1


Un piccolo viaggio nelle "tele di donna". Inutile dire che le prime artiste riconosciute come tali cominciano ad avere una qualche visibilità, in Italia e in Europa, col fiorire delle corti e del mecenatismo.
Fino ad allora, la donna era destinata al convento o alle arti cosidette "minori": tessitura, miniatura, ricamo.
Oggi la prima puntata con alcuni esempi di arte pittorica al femminile.
Nessuna "Michelangela" o "Leonarda" ma comunque tele che meritano sicuramente un plauso, considerando proprio le difficoltà di essere donna nel passato e ancor di più di essere donna artista, quindi fuori dagli schemi e dal vivere "comune".

Iniziamo con Sofonisba Anguissola, educata all'arte dal padre, insieme alle sorelle. Questa famiglia rappresenta un'eccezione, considerando i tempi, in quanto queste donne non furono né figlie né mogli né sorelle di pittori o artisti in genere.
Esercitarono “nobilmente” la pittura, senza ricevere mai commissioni ufficiali (cioè regolate da un contratto notarile o comunque commerciale) e non vendettero la loro opera ma la elargirono sotto l’ala protettrice del padre, della corte o dei mariti, ricevendone in cambio privilegi, gioielli, stoffe preziose e doni adatti al loro rango di rare virtuose.
Marietta Robusti, la "Tintoretta", figlia appunto del Tintoretto che lavora per circa 15 anni alla bottega del padre ma che poi non viene autorizzata a trasferirsi in Spagna alla corte di Filippo II .
Più fortunata, siamo però già nel '600, Lavinia Fontana figlia d'arte anche lei (il padre fu Prospero Fontana), la prima donna ad avere una commissione pubblica, probabilmente aiutata dallo stesso padre, ben inserito in Vaticano.
Tra il 1603 e il 1604 la pittrice si trasferì presso la corte pontificia dove visse fino alla morte lavorando intensamente, soprattutto nella ritrattistica, per le più illustri famiglie romane. La fama di Lavinia Fontana raggiunse anche la corte papale dove le furono commissionati ritratti di cardinali, principi e ambasciatori.
Lo stesso papa, Paolo V, si fece ritrarre dalla pittrice che ebbe in quegli anni un notevole successo e una buona notorietà influenzata dallo stile dei pittori veneti e dagli influssi stilistici di quelli Fiamminghi.
Altra figlia d'arte Barbara Longhi, figlia del manierista ravennate Luca Longhi... si dedicò soprattutto ad una pittura di figura femminile e di madonne.
Artemisia Gentileschi, forse la più famosa tra quelle presentate oggi, sia perché anche il padre Orazio è un pittore molto noto sia per la sua vita movimentata e drammatica che ne influenzò incredibilmente la pittura.
Chiudiamo con Elizabeth-Sophie Chéron, la prima artista francese a varcare le soglie dell'Académie Royale, nel 1672.
Domani seguiranno altre opere di donna, forse più famose; ripartiremo dal settecento per arrivare ai giorni nostri, passando obbligatoriamente per 2due tre "nomi eccellenti" della pittura del '900.
Dovrò chiedere inoltre il permesso di pubblicare una sua opera a un'artista contemporanea, nonché donna sorprendente, nonché blogger (Giarina, mi dai il placet per pubblicare una tua opera?).
Buon martedì a tutti, mf



Sofonisba Anguissola (Cremona, 1532-1625),
Il gioco degli scacchi


Marietta Robusti "La Tintoretta", (Venezia 1555-1592),
Autoritratto, 1580


Lavinia Fontana (Bologna, 1552-1614),
Ritratto di Nobildonna, 1580


Barbara Longhi (Ravenna, 1552-1638),
Madonna con Bambino, 1555


Artemisia Gentileschi (Roma, 1593-1653),
Susanna e i Vecchioni, 1555


Elizabeth-Sophie Chéron (Parigi, 1648-1711),
Autoritratto,

lunedì 8 agosto 2005

Senza titolo 711



MetAttese



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© S. Manfredi, Attese, Viterbo 2004




Dopo una domenica passata nell'ozio più completo: letto tv/tv letto/letto/letto/letto tv/letto... l'ultima settimana, in attesa delle agognate ferie è iniziata.
Quindi aspetto.
Come quando si aspetta una notizia, una comunicazione, una lettera... si aspettano ancora le lettere?
Stamattina alle 6,01 io e Hamlet, per la prima volta insieme con i Metallica, a tutto volume... andavo come un treno... il passo era veloce e non sentivo la stanchezza.

Sarà che ieri, durante i vari "oziaggi", mi sono guardata parecchie gare di atletica in TV, fra cui la 20 km femminile (che spettacolo di gara!), stamattina avevo le gambe disposte ad arrivare fin dove la voce di James e il rullar di batteria di Lars avrebbero voluto io andassi.
Mi sono limitata solo ad aggiungere una salita e un chilometro in più al percorso abituale.
Da oggi lunedì e fino a venerdì (considerandomi comunque in ferie part-time già da oggi e approfittando di qualche pomeriggio più caldo per fare delle "puntate" al lago)... Attesa.

A chi attende con me, buon lunedì... a tutti quelli che sono già spalmati sulle spiagge, buone vacanze. Mf

venerdì 5 agosto 2005

Senza titolo 710



CronoMetaggi





Per la serie "siamo rimasti quattro blogger, i quattro neuroni sono scarichi e mf pure": il Rompicapo del 5 agosto!
Che poi è semplicissimo. Tranquilli il vostro capo non vi licenzierà se lo rompete :).
Mancano un po' di foto che avrei voluto aggiungere ma sono sparse in vari computer, cd et altro ed è complicato recuperarle in poco tempo.
Cliccando QUI troverete diverse mf in diverse località e situazioni vacanziere (ma anche no).
Appresso l'elenco degli anni e delle località.
A voi il compito di riconoscere le varie Meta/e.

Buon giocoledì a tutti, mf


1981 - Tarquinia
1982 - Parigi
1989 - Stroboli (1-2)
1990 - Deserto (Tunisia)
1990 - Roma
1991 - Viterbo




Comunicazione del We


Le pubblicazione delle metabarze viene sospesa per qualche settimana
Per lamentele, improperi o sospiri di sollievo citofonare a mf ma non oggi, grazie
Buon fine settimana a tutti, mf e i magnifici 4

giovedì 4 agosto 2005

Senza titolo 709



Parole metallimitiche





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Dedicato a chi interessa conoscere qualcosa in più sugli antichi greci: usanze, costumi…
In chiave di lettura, come sempre, Metallizzata
.
Buona lettura.



ANFIDROMIA
Nell'antica Grecia non c'era mica il calo delle nascite che abbiamo qui, oggi, in Italia o Europa, sapete? Daltronde ormai conoscete bene il nostro PorcoZeus "ogni botta 'na tacchia", come direbbe il famoso Conte... e si sa, il popolo tende ad imitare il dio massimo per somigliargli e avvicinarsi così a lui (il "nostro" è sterile o omosessuale... mai sentito chiacchiere sul suo conto, e voi?).
Questo era il prologhino.
Quindi quando nasceva un nuovo grechetto o una nuova grechetta si festeggiava come in tutte le famiglie del mondo (tranne che nella mia, di solito mia nonna piangeva, mia zia brontolava e mia mamma già al secondo voleva smettere, invece è arrivata a 4,5).
Ad un certo punto i greci istituirono una vera e propria cerimonia ufficiale, chiamata appunto, Anfidromia, che letta in romanesco potrebbe anche risultare un insulto ma non è così.
Innanzitutto la cerimonia aveva luogo il quinto giorno dopo la nascita del bambino che così era ancora vivo da cinque giorni e nessun rigurgito di latte lo aveva soffocato e nessun lupo se lo era pappato... (sapete, allora la vita era dura per gli dei, figuriamoci per i pargolini).
Il papà (se era sconosciuto si pagava un mendicante, possibilmente cieco e se il bimbo sopravviveva, lo si assumeva come porcaro o come guidatore di vacche al pascolo fino al raggiungimento della maggiore età del pargolo.
Altrimenti, in caso di morte precoce, veniva assassinato durante la funzione funebre, tramite decapitazione o affogamento a fuoco lento) .
Il papà dicevo prendeva in braccio il frugolino, andavano poi insieme in un tempio davanti l'altare del dio cui il tempio era dedicato e... una volta dette le preghiere di rito, cominciavano (il bimbo in braccio) a correre intorno l'altare dove ardeva il fuoco divino.
A volte finiva che il papà fosse anziano e stramazzasse al suolo dopo 10 giri (erano altaroni, mica altarini, eh') e il bambino appresso a lui, contro qualche colonna dorica, fracassandosi il testolino o spezzettandosi in un puzzle impressionista.
Ma quando il papà ce la faceva (40 km senza fermarsi mai, fu il record di tal Filippide che una volta tagliato il nastro dell'arrivo gridò: Atene a vinto... Caterì - rivolgendosi trafelato e lanciando il fardello alla moglie- Teni er pupo... e Morì.
Dopo i giri intorno all'altare al bimbo veniva imposto il nome, che in questo caso fu
Mortounpapàmamamsenefaunaltro, abbreviato in Pippo (figlio di filippide).






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ECHÈO

L'echèo era un bel vasone di bronzo a forma di campana.
Di solito veniva collocato, insieme a molti altri suoi fratelli echèi e secondo regole ben precise - scenografi e studiosi del suono si ingegnavano nello studiare le posizioni più adatte - lungo le gradinate dei teatri.
A che serviva? Ad amplificare la voce degli attori in scena.
Seduto dabbasso, il pubblico aveva l'effetto stereofonico odierno, grazie appunto all'echeggiare del suono.
Infatti quando arrivava qualche grido più forte (si sa, di solito erano tragedie quelle greche e i cori gridavano, piangevano e si battevano i pettorali) qualche burlone di rimando diceva...
E che è oh!!! Ammazza! m'ha bucato la tromba di Eustachio! Capo... abbassa er volume che 'l pupo me se sveja e poi chi lo fa azzittà?

Questo il pubblico. Fra gli addetti ai lavori prende il nome, appunto dal suo uso: dal greco Ècheìon - risuonare, echeggiare, fare eco.


Buon giovedì a tutti, mf

mercoledì 3 agosto 2005

Senza titolo 708



California Dreaming
Cielo grigio su...




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©S. Manfredi - ore 7,28 - Camera con vista.



In realtà sarebbe "balcone con vista" ma il riferimento cinematografico mi piaceva.
Cielo grigio su ma non sogno la California oggi , nè credo di averla mai sognata... però Cerco un po' di blu, possibilmente non afoso e con termostato regolabile, grazie.
In realtà il titolo del post l'ha suggerito Erminio, fra tutti il più sconclusionato... mentre il titolo della foto, Immanuel .
Lo scorso anno sono andati a Montego Bay, quest'anno ancora son qui dentro e stamattina scalpitano come dei leoni chiusi in gabbia; fra l'altro la loro gabbia è molto calda e fra temperatura esterna degli ultimi giorni, cespuglione, e il viavai di pensieri stroboscopici riescono a malapena a compiere le funzioni necessarie per dar vita a 3/4 sinapsi giornaliere.
E io oggi son come loro, un po' intorpidita, appiccicosa e stropicciata, noiosa e facilmente irritabile, pigra e anche un po' numerata.
Ora andrò a cercare il signor triforno. Chi è?
Ma colui che mi allieterà il giorno, no?
Buon mercoledì a tutti, mf

martedì 2 agosto 2005

Senza titolo 707



È arrivato!!!
Appendice a Casa Metalla




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... il regalo di compleanno! Con qualche giorno di ritardo ma è arrivato e metallizzato!.
Stamattina, la mia prima volta con Lui; non ho ancora inserito alcun brano dei Metallica e quindi ho optato per un'esecuzione shuffle ("a caso") di quello che è già stato inserito...
I 4 chilometri sono trascorsi velocemente, anche se la randomizzazione mi ha propinato brani... come dire... non proprio "energizzanti".
Se non fosse che Max lo tratta come se fosse il suo (che mi ha fatto usare forse tre volte) probabilmente lo sentirei più mio :)
"Attenta a fare questo, non mettere le dita sul display, non tirare qui, vai leggera sui tasti, non masticarlo, guarda che è delicato... non puoi farlo cadere tutti i giorni come ti succede col cellulare, non metterlo nel sugo, non congelarlo, non guardarlo che si rovina..."
Secondo me ora progetterà una cupola di vetro soffiato per deporlo, prima di "cupolarlo", su un cuscinetto di piume di cristallo.
Ah, anche la foto ha VOLUTO farla lui... mi chiedo se ogni volta che mi andrà di usarlo dovrò chiedergli il permesso?


Buon iPodledì a tutti, mf

PS: la blogosfera è quasi tutta in vacanza... e ieri avevo anche problemi ad entrare in alcuni vostri blog.
Io ne avrò ancora per un po' qui in ufficio ma visto che i 4 sono sudati e stanchi va da sè che i deliri saranno... Deliri tecnotropici su tappeti di dub virale e drum+bass non ortodossa

PS2: il metaI-iPod ha un nome: chi lo indovina?

lunedì 1 agosto 2005

Senza titolo 706



MetaMovies
Il colori dell'anima




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Con 21 grammi ci fu rivelato il suo peso, con questo film il suo colore:
Dipingerò i tuoi occhi quando conoscerò veramente la tua anima - dice Modì a Jeanne agli inizi del loro amore travagliato.
Infatti il primo ritratto che le fa mostra delle semplici cavità azzurre.
Parigi, 1919, un gruppo di artisti e intellettuali che rimarranno immortali (Picasso, Utrillo, Cocteau, Rivera, Soutine, una eccentrica e ironica Gertrude Stein e lui... Modì) si ritrovano in una specie di locale rifugio (per folli eccentrici?), il Cafè Rotonde e lì decidono tra fiumi di alcool e l'atmosfera Bohemienne i loro destini di "grandi uomini".
Per la prima volta l'accessa rivalità fra Modigliani e Picasso: battute salaci, scontri fisici e la presunzione e l'orgoglio di entrambi che spesso vengono mitigati dal "riconoscersi" entrambi Folli e geniali.
L'amore disperato che lega Jeanne, una bellissima ragazza Cattolica (Modì era di origine ebrea; nel film i due hanno già avuto la piccola Jeanne e il padre di lei cerca di separare in ogni modo i due amanti, arrivando a sottrarre la piccola Jeanne alla madre e a mandarla in un Istituto di suore).
Il finale tragico della storia è noto a tutti: Jeanne, di nuovo incinta si getta dalla finestra del loro appartamento il giorno dopo la Morte di Modì e il giorno dopo il suo riconoscimento come vincitore del concorso al "Salone Des Artistes" da parte del pubblico e degli stessi artisti amici (a nemici: anche Picasso applaude e per primo alla splendida tela che ritrae Jeanne vestita di azzurro e con gli occhi finalmente, specchio della sua anima).
Mi è piaciuto, molto bravi gli attori (breve ma intensa la scena in cui Picasso porta Modì a conoscere Renoir, un altro genio vicino alla morte che gli chiede ancor prima che lui gli parlasse: Tu sei pazzo?), forse qualche piccolo "strappo" filologico ma sul quale la forza delle scene e i dialoghi e i Colori hanno decisamente la meglio.
Un mio lettore e amico è un fan sfegatato di Modigliani: spero veda il film così poi ci confronteremo sulle varie sensazioni.

Buon primo agosto a tutti, mf

PS: il trailer QUI