giovedì 10 novembre 2005

Senza titolo 775


Al di là




©S. Manfredi - Al di là, 2004




Stamattina, durante il mio "giroblog" ho letto un commento diciamo poco carino (è un eufemismo) nei confronti di amici blogger e trasversalmente nei miei confronti.
Il primo impulso è stato quello di reagire come il mio caratteraccio di solito impone, e reagire in maniera "forte".
Poi mi sono detta: "Ma chi te lo fa fare? Ti serve proprio? I tuoi amici non hanno bisogno di una metApologia perché non hanno commesso nessun reato, lascia stare e continua a vivere in pace , anzi, in ottimi rapporti con tutti come è sempre stato fino ad ora.
Lascia chi vuole isolarsi al di là del cancello, tutto sommato chi si sente diverso a volte, ha bisogno di stare al di là, non perché ha paura del "razzismo" ma proprio perché ha dei preconcetti ed è razzista in primis.
So che per molti di voi sto delirando di nuovo ma non è così:
sono le parole di una "Bipede senza testicoli"....
Nonostante qualcuno proprio ieri me ne abbia affibbiati anche più di due:)

Buon giovedì e gnocchi a tutti mf:)


"Secondo la mia mentalità la vita di un cane non è meno preziosa di quella di un essere umano. 
Ritengo che più una creatura sia importante, più diritto abbia alla protezione dalla crudeltà dell'uomo"


Ghandi


mercoledì 9 novembre 2005

Senza titolo 774


MetalliStronzoku







L'altro giorno, quel diavoletto impertinente che è Ulisse ha dato il Via a questo nuovo gioco ( e sottolineo la parola GIOCO!) che si chiama Stronzoku.
Ieri ha preso la palla al balzo quell'altro "mascalzoncello de Roma" di Saltoku e ora, grazie a lui, la "patata" più o meno bollente è passata a me.
In cosa consiste? In realtà il gioco è vecchio più di me... ero piccola e già Pippo Baudo a Canzonissima chiedeva agli ospiti: Chi butteresti giù dalla rai e chi salveresti?
Molti han fatto tonfi e ritonfi invece il Pippone è sempre lì, nonostante periodi più o meno bui.
Qui siamo a Bloghissima... e io, mf devo salvare tre blog e buttarne giù tre dalla torre...
Sulla torre ostriche e champagne per tutti, giù, a pian terreno gallette con salsa di pollo.

queste le regole dello STRONZOKU:


1- Indicare tre blog che salveresti dicendo perché
2- Indicare tre blog che butteresti dicendo perché
3- Invitare tre blog a partecipare al gioco
4- I blog indicati devono essere nove blog diversi

Cominciamo a Giocare::


I tre blog che salverei sono:
1- ManteBlog perché ha il blog che vorrei avere io e che mai avrò,serio ma non serioso, audace ma non troppo, intelligente ma senza manie di grandezza, inoltre è pure uomo (n.d.r.leggasi: Invidia del pene).


2- Salto del Canale perché sebbene il suo "proprietario", a Firenze, per il raduno abbia fatto il "sòla", il suo è un blog linguisticamente Geniale, anche se lo ammetto... ogni tanto i magnifici 4 faticano a capire alcuni suoi post:)... A proposito, oggi dovrebbe esserci l'epilogo dell'Effetto G, sono curiosa di vedere come finisce.


3- LeftyBoy perché nonostante sia un blog fuori le righe, nonostante sia un blog gay ma nonsolopergay,(vabbè tanto io i blogger li depisellizzo tutti... con lui non ho nemmeno faticato:) nonostante sia un blog greco...
e nonostante molti post siano quasi illegibili da un punto di vista "digestivo" ha una scrittura moderna e solitaria e sofferta e fantasiosa che a me piace molto


I tre blog che butterei giù:

1) Ratzyngerboy, perché ... perché era (si è fatto harakiri) una stronzata pazzesca, da conati di vomito, soprattutto se letto in prossimità dei dopo pasti.

2) Placidasignora, perché è un blog inutile.
Intendiamoci: il blog è una bomboniera tutta fiori, pizzi e profumo di lavanda (io gli odori non li sento ma mi dicono sia profumatissimo), e speziato di gentilezza e bon ton e di lingua italiana impeccabilmente scritta, così come si conviene ad una signora.
Ma... fra tutti i pizzi e profumi, fra una tazza di tè ed un racconto di fantasmi a RoccaTulip e fra qualche spolverata di zucchero in più dopo 10 volte che gli si fa visita, annoia.
Si comincia ad intravedere fra un fiore e l'altro la sagoma di Frate indovino, con o senza barba...
Però lo leggo almeno una volta al mese perché non so mai quando è il giorno di quella stramaledetta Luna dei Regalini...)Oh, Mi si fosse mai avverato un desiderio!:).

3)Metallicafisica, perché è ancora più inutile fra zummate, neuroni psicopatici, barzellette sporche foto, quadri e disegni metafisici e deliri senza senso...
Insomma, tutto il contrario di quello appena citato (Ma, digiamolo, più allegro e divertente)

I tre blog che invito alla pratica dello stronzoku:

1) Nybras
2) Elmundo
3) Il Caporale Reyes

Buona giornata a tutti, mf

martedì 8 novembre 2005

Senza titolo 773


MetalliMiti (puntata n. 52)
1 - Damasco







Il signor Damasco era un giovinetto figlio di Ermes e tal Alimèa.
Un bel giorno, andava pei campi fischiettando e cantando pentagrammi e ditirambi quando preso da un attacco tipico dei giovinastri (io e i miei amici suonavamo ai citofoni e scappavamo), cominciò a tagliare alcune viti (a dire il vero furono molte) che aveva piantato con tanto amore il dio Dioniso.
Quando Però Dionisuccio se ne accorse e venne a sapere chi era il colpevole di tale affronto (Il dio avrebbe dovuto rinunciare alla sfilata autunno/inverno di copricapi intrecciati coi pampini, firmati Dolceykos & Gabbanathos) lo andò a cercare fino a casa e presolo per i capelli come Larry FLINTstone con Wilma , per punirlo lo scorticò vivo come Apollo fece con Marsia
Il giovane naturalmente morì ma diede il nome all'omonima città siriana e credo anche alle famosi ed eleganti tessuti Damasco.




2 - Marsia e Apollo










MARSIA  
Satiro (o sileno della Frigia, spesso associato ai personaggi del corteggio di Cibele), famoso suonatore di flauto che suonava nientepopodimenoche lo stesso flauto inventato da Atena e che la dea buttò via quando si accorse che suonandolo gli venivano le guance gonfie e modo grottesco.



Marsia era un satiro, uno di quei "genietti" allegri che seguivano il corteo di Cibele tra fiumi, monti e selve...
La dea Artemide in quel tempo si era costruita un flauto (visto che era votata alla verginità, aveva comunque necessità zufolatorie e quindi pensò che la musica potesse darle sollievo:).
Si accorse però che quando solea zufolar per le valli e le boscaglie le sue guanciotte rosee si gonfiavano a tal punto che il suo volto virgineo veniva quasi sfigurato dando modo a quelle due pettegole di Era e Afrodite di deriderla e burlarsi del suo aspetto Armsttrongniano:)))
Presa dall'ira che prendeva agli dei olimpici, gettò via lo strumento in strada, senza nessun riguardo per la raccolta differenziata (c'era il secchio per le LIRE, il secchio per i FLauti, il secchio per le CETRE. etc etc...
Guarda caso dopo 1 ora passò saltellando il Giovane satiro Marsia che non appena vide a terra il flauto lo raccolse e cominciò a soffiarci dentro:
In poco tempo, soffia oggi, esercita domani, suona per il corteo di Cibele la sera , Marsia divenne un suonatore eccezionale; tutti fra i segueci della dea Cibele gli riconoscevano un talento e una bravura tali che qualcuno giunse addirittura a dire che nemmeno il grande Apollo avrebbe potuto suonare meglio (e Apollo in campo musicale era imbattibile, bravissimo con tutti gli strumenti).
Ovviamente la voce che questo Satiro superFlautato e flatulento (si sa che i satiri erano dei bricconi e che durante i cortei e le orgie ne combinavano di cotte e crude:) potesse competere per bravura musicale al divino Apollo giuse proprio al suo orecchio musicale e subito, sempre perché gli dei pensano di essere i migliori e i più bravi in tutto, il nostro Apollo Ordinò che venisse indetta una gara fra lui e Marsia il satiro.
Dunque, la sfida fu così progettata:
Al flauto: Marsia;
Alla lira: il divino Apollo
Giurati: le MUSE

Dopo che i due musicisti ebebro dato prova della loro bravura (a dire il vero eccezionali entrambi) le MUSE decretarono un pareggio: Apollo= X - Marsia= X...
Apollo furbastro però, non contento di essere messo alal pari con un pifferaio qualsiasi disse che la gara non era valida perché la vera bravura l'avrebbe dimostrata colui che, oltre a suonare lo strumento sarebeb anche stato in grado di cantare una melodia.
Ora tutti sappiamo che parlare a bocca piena non è educato... e tantomeno facile...
Immaginate il povero Marsia cantare mentre suonava il flauto... praticamente impossibile.
Cosa invece che riuscì a fare magistralmente il dio boccoluto... e, a questo punto le MUSE non poterono far altro che eleggerlo Vincitore.
Sappiamo però che gli dei olimpici erano come dire, un tantino fetecchioni e si legavano al dito (o ai riccioli in questo caso) ogni offesa, se tale poteva esser chiamata, che proveniva da un misero umano campagnolo, per di più... gli dei dovevano essere sempre rispettati e mai considerati alla stregua di un comune mortale, figuriamoci se considerati di MENo in qualche arte o mestiere...
Quindi Apollo volle vendicarsi di quell'affronto e decise che Marsia avrebbe dovuto essere punito per quel grave affronto. In questo caso poi il poverino era stato vittima inconsapevole di tutto questo concertare ma... son miti e come tali vanno rispettati... no?
Quindi la truce punizione per il povero Marsia fu lo SCORTICAMENTO da vivo... Apollo incaricò uno schiavo della Scizia (Sciita???) e questi dopo averlo legato ben bene al tronco di un albero, grazie ad un coltellaccio per niente pulito nè disinfettato cominciò, nonostante le urla disumane del povero Marsia, a scuoiarlo pezzetto per pezzetto, lentamente... fino a che di marsia non si videro solo le carni scarnite e scarnate....
Secondo un'altra versione la leggenda narra che dopo il pareggio Apollo capovolse la sua lira, e cominciò a suonare... pretendendo che il sileno facesse altrettanto col suo flauto... Sempre perché Apollo non poteva permettersi di perdere e sempre perché l'orgoglio di dio "offeso" gridava vendetta!.
Dopo che il poverino morì la leggenda vuole che gli abitanti della Frigia credettero che il poverino fosse stato tramutato in un fiume.

the end.

ps: Nel Rinascimento questo mito è stato un soggetto ricorrente e in molte incisioni ma anche in molti dipinti e sculture e di solito lo strumento suonato da Marsia è una sorta di cornamusa, mentre nelle raffigurazioni antiche un flauto a una o a più canne.

Buon martedì a tutti, mf

lunedì 7 novembre 2005

Senza titolo 772



Anni e anni fa...


Scrivevo queste cose...

Non ricordo l'anno nè era appuntato sul foglio da cui l'ho ricopiata ma credo facciaa sempre parte dei Deliri romani... quindi databile fra il 1989/1992...
Ho solo corretto qua e là qualche "errore di stile".

Buon lunedì a tutti, mf







Camminavo nella notte senza luna né ombre. La lite era stata furiosa. Come conseguenza della furia, un occhio pesto io e l'altro indenne.
Camminavo nella notte ora, senza paura, con il passo svelto come se avessi qualcuno dietro di me. Sentivo passi inesistenti, il turpiloquio a voce sottotitolata, il fantasma delle mie paure era in me... da anni e probabilmente per sempre.
Intravedevo la spuma bianca gettata con costanza, a riva, dalle onde ritmiche e ossessive.
In essa l'unico accenno di lucore.
Arrivai velocemente, ansimando, al piccolo porto antico, o a quello che di esso restava grazie a un attracco e un'ancora enorme, intrisa di alghe e la cui poca lucentezza metallica era ormai meta di licheni e conchiglie fossili.
Piangevo, sudavo e imprecavo. Se la forza me lo avesse concesso avrei legato una cima a quell'ancora e poi al mio piede sinistro. Avrei spinto tutto giù dalla roccia più alta, fino a toccare il fondo sabbioso e nerastro.
Volevo affondare in quel mare d'agosto, riempirmi stomaco e viscere con quell'acqua che aveva lo stesso sapore delle mie lacrime.
Provai. Non riuscii a trattenere l'impulso rabbioso e mortale che prende dopo la presa di coscienza di essere un umano, umano solo per se stesso.
Mi tuffai dalla roccia romana, con tutti i vestiti indosso e senza scarpe, unica testimonianza di un mio passaggio, prima dell'ultimo passaggio, sulla terra, sulla mia terra.
Ma... so nuotare molto bene, il mare era troppo calmo e troppo tiepido.
Onde fragorose e temperature fredde avrebbero di sicuro acuito il mio rabbioso stato di animale ferito. Quella quiete marina, già cantata da molti poeti, fra cui il mio fra i preferiti, fece come d'incanto un miracolo: la rabbia svanì e rivolsi la mia parte prima supina verso l'alto a cercar le stelle.
Eccomi ora, finto corpo morto in balia della corrente nera del mare e del cielo. Chiusi gli occhi per qualche minuto, il tempo di rivivere, ripercorrendoli con memoria acquatica, gli avvenimenti drammatici delle ultime ore.
Alzai il braccio e con la mano provai a toccare, assicurandomi che fosse ancora al suo posto, l'orbita del mio occhio dolorante.
Mentre tentavo di individuare Andromeda la decisione di invertire la rotta e tornare verso la mia terra si fece spazio tra il dolore e la calma del mare. Tutto ciò non fu possibile: il braccio si alzava dall'acqua ma in aggiunta alla normale resistenza fisica che si incontra dal basso verso l'alto fui presa da una nuova e strana sensazione.
Mi sembrò che il mio corpo non rispondesse più alla mia volontà ma ad una sua propria ed ebbi la sensazione che si stesse allungando, come se le cellule e i tessuti di cui era composto cominciassero ad espandersi.
Sentivo braccia e gambe allungarsi fino ad assumere proporzioni sconvolgenti.
Lo stesso stava facendo il mio collo, in parte immerso nell'acqua, e con lui il mio volto...
L'istinto mi impose di girarmi di nuovo con la faccia e la parte frontale in giù. Fu allora che vidi i miei occhi, immersi nell'acqua, farsi sguardo infinito dentro l'oceano e verso gli abissi più oscuri.
Tutta la fauna e flora marina, viste sempre e solo nei libri e sullo schermo era ora davanti ai miei occhi o al mio grande occhio, a me non più corpo solido.
Provai a guardarmi ma non mi trovai, mi cercai dietro le rocce, fra le alghe nascoste negli anfratti più bui, nelle pieghe tristi di onde solitarie, dentro i gusci delle conchiglie a spirale, magari a far compagnia ad un abitante solitario, anch'esso in cerca di una via di fuga.
Non mi trovai in nessun luogo ma sentivo di essere ovunque.
Dove ero? "Voglio tornare a riva", pensai mentre pensavo di urlare le stesse parole. Ma pensiero rimase perché le mie labbra e la mia bocca, custodi della mia voce terrestre, non sapevo più dove fossero.
Mi venne di nuovo da piangere, ma ero già lacrima.
Ero me Mare.

venerdì 4 novembre 2005

Senza titolo 771



Metapaintings



Hieronymus BOSCH, La nave dei folli, 1490/1500 c.a.


Per ora la versione di Bosch... più tardi la mia (o meglio, quella di MF)

Nel Medioevo esisteva una (barbara) usanza secondo la quale queste persone "strane" folli e malviste dai "più" venivano raggruppate e allontanate dai centri urbani... di solito imbarcate su grandi battelli che, regolarmente, andavano alla deriva.
Venivano considerate delle navi di pellegrinaggio, simbolo di questi folli alla ricerca della ragione (smarrita o mai avuta... non aveva importanza).
Di solito era proprio l'equipaggio a portare al naufragio la nave e i naviganti che, più che la ragione, trovavano in seguito la morte o un destino in terre a loro sconosciute dove dover cominciare una nuova vita... probabilmente ancora più da folli che non da rinsaviti.
A pensarci bene, ma direi che il paragone sorge spontaneo, esiste un'analogia con le navi che ogni giorno giungono cariche di "folli" extracomunitari... che intraprendono viaggi altrettanto avventurosi con la "convinzione" che giunti all'"isola" o penisola del tesoro potranno recuperare la loro vita...
Sappiamo che così non è.

Buon venerdì a tutti, mf

PS:: oltre al quadro di Bosch più tardi posterò la metaversione della Nave.




... dopo ore di attesa...


riesco di nuovo a pubblicare



©S. Manfredi, La nave dei folli - 1993 c.a.



Versione 1:1



ps: Oggi non ci sarò e quindi temo che le metarbarze del fine settimana questa volta "salteranno"...
Buon week end a tutti voi, mf

giovedì 3 novembre 2005

Senza titolo 770



Metadreams
Annuncio: prima che lo diciate nei commenti,
i peperoni ripieni li ho mangiati ieri a pranzo :)





Si possono sognare quattro componenti di una storica band mondiale?
Si possono sognare non più con i capelli e le lunghe barbe ma nemmeno imbiancati e appesantiti dall'età... come se il tempo si fosse fermato?
Si può dialogare in italiano nonostante loro parlino inglese?
Si può mangiare con loro, su di un prato inglese, agnello arrosto con patate mentre il piatto del giradischi suona quella canzone dove il poverino giace su Broadway?
Abbiamo poi danzato sul cratere di un vulcano, probabilmente O' Vesuvio ché da lì vedevamo Pompei gremita di gente, e Steve diceva... "dovevamo esserci noi... 'sti strunz hanno fatto prima!"
Tornati a casa, nella mia casa arredata modernamente ma con un tocco vintage British che io non la sentivo mia, Peter va in camera da letto e comincia ad aprire gli sportelli del mio armadio a sei ante con i fiori dipinti su ogni anta...



Mi dice di metterlo in ordine, così avrei messo in ordine anche il mio aspetto e fors'anche la mia vita e mi chiama "Ethel".
Ma non è finita qui. Anthony mi fa un cenno con la mano e mi dice di affacciarmi alla finestra per farmi vedere un fiume: "Guarda, siamo in Scozia ora e quello che scorre proprio dentro al tuo bel giardino coltivato ad Artemisia gigante è il Firth of Forth... Fai attenzione, è il fiume del cambiamento... ogni volta che ti immergerai sarai altro da te, un nuovo te".

Io appunto tutto quello che mi dicono e che vedo su di un taccuino con un tacchino sulla copertina.
Ci ritroviamo ora nel salotto buono e tutti seduti nelle poltrone di velluto con i poggiatesta di lana lavorata a maglia dalla "Tata" di Cinthia.
Sul piatto ancora musica... ascoltiamo in silenzio e ci guardiamo e si guardano tutti negli occhi... pare di udire una risacca dal fiume, forse il vento?

Io mi alzo e dico... "VENTO E TEMPESTA... per voi sono arrivati e si sente, per me stanno giungendo e vi devo lasciare che altrimenti l'agnello rimasto a cuocere in forno si brucia... Addio, siete meravigliosi come vi avevo sempre immaginato"...

Risveglio

ps: chiaramente tutti avrete capito chi ho sognato ma la mia domanda odierna è... (Blueriver al solito la farà da padrone) ho "sognato" anche molte loro canzoni... qualcuno vuole cimentarsi?

Buona giornata a tutti, Mf

mercoledì 2 novembre 2005

Senza titolo 769



Metatac (1998)



Una delle ultime tac di controllo fatte da Mf per controllare gli effetti post sbadoing, o meglio uno dei riquadri dell'intera tac.
Ho scelto questo perché , guardandolo bene (e al contrario, come si può capire dalle scritte) mi pare di riconoscere nella figura un qualcosa di "umano"... cosa non saprei, o meglio chi... a occhio e croce direi che si tratta di Joe, uno dei magnifici 4 ma potrebbe essere anche un infiltrato mandato da qualche cervello extraterrestre per studiare me, come esempio "strano" della razza umana, no? Per chi volesse cimentarsi in una risposta può guardare anche QUI.
In basso a destra (che poi sarebbe "alto a sinistra") potete notare la cavità ossea dove passò il trapano perforatore :)

Buona giornata a tutti, mf