Lo zio Indiano: Gerundio

E' ora che vi presenti
Gerundio, un grande uomo... dal portamento fiero... come si conviene ad un grande capo tribù della grande prateria... suo bisnonno,
trapassato remoto, nel 1876 partecipò alla grande battaglia di Little Bic Pop Corn... riportando a casa (durante i primi giorni di combattimento) fiumi di sangue blu dei soldatini di piombo comandati dal famoso generale "Plaster Caster".
Putroppo capo "Trapassato remoto" prima di uccidere l'ultimo soldatino fu raggiunto da una scarica di pallettoni sparati dalla guarnigione del colonnello
Gibbon (un omaccione dai lineamenti scimmieschi e senza nessun eleganza o savoir faire )

Morì da vero Cheyenne, al grido di "BruttibastardisoldatinidiPiombo non avrete il mio scalpo che son pelato, sotto ho il parrucchino tiè!" e cadde a terra mentre il trombettiere
Giovanni Martini, deposta la tromba in una tenda dei
Hunkapapa precedentemente occupata dai soldati, si gustava un aperitivo secco e senza oliva.
Torniamo a
Gerundio:
fu adottato da mio nonno mentre era in guerra in Africa (
II guerra mondiale, Libia...mio nonno Lorenz, poverino... di origini alemanne, nonostante la menomazione ad una mano e nonostante non fosse interventista ma commerciante, dovette combattere a fianco dell'Afrikakorps comandato da quel volpone di Rommel) e il piccoletto era stato portato là da indiani che, dopo esser scampati ai ripetuti attacchi dei visi pallidi, erano emigrati in nordAfrica e avevano avviato una florida attività di Tendaggi and co...

Mio nonno, Rommel e altri soldati
Il piccolo era orfano e mio nonno si offrì di allevarlo insieme ai suoi altri 5 figli (tra cui mia mamma che mio nonno aveva ribattezzato...
bel donnino dalla lunga chioma fluente color petrolio da 42 dollari a barile, per gli amici Lisa).
E così fece...Quando nacqui io
Gerundio diventò uno dei tanti zii..
facendo un rapido calcolo...Trapassato remoto nel 1876 aveva già svariate lune sulle spalle, diciamo i nostri 35 anni e un figlio maschio di 10 (
futuro Tonante)...che nel 1900 ebbe a sua volta un figlio (
Futuro freno anteriore) che appunto divenne nel 1930 mi pare padre del piccolo
GerundioQuando cominciai a parlare, a forza di passare molte ore con lui (
mio nonno lo aveva fatto studiare ma lui era recidivo e preferiva fare il muratore nella piccola impresa edile dei fratelli del nonno, rimanendo così per tutta la vita...nel paese..."il trovatello indiano"), usando quei sempre il tipico modo di parlare "indiano"...già nei modi da maschiaccia sembravo John Wayne (ancora oggi a volte, qualcuno me lo dice...), in più ogni volta che chiamavo mia mamma o mia sorella:
hey, tu, pallida squaw, hai riscaldato il mio tepee? e via dicendo...il nonno era fiero di me e mi riempiva di mancette e caramelle...e mi aveva montato nel giardino di casa sua una tenda esattamente copiata dalla tenda modello ToroSeduto che il bisnonno di
Gerundio aveva personalmente conosciuto e fattoci insieme delle belle "calumettate" a base di vai a capire cosa...
Gerundio in tutti questi anni (è ancora vivo e vive nella casa di mio nonno... ormai da solo ma io spesso vado da lui, gli porto dei sigari e dell'acqua di fuoco e passo con lui qualche ora, a farmi raccontare le storie di indiani che so a memoria) mi è sempre stato vicino, gli voglio bene come ad un padre (forse di più?)...lo chiamo zio Ge' o a volte Grande Capo Gerundio...
Questo post solo per parlarvi sommariamente di lui ma se volete, ne verranno altri con le sue storie di Indiani, spiriti, calumet e cavalli...
Domenica dovrei vederlo, stamperò questo scritto e glielo leggerò e se ci saranno vostri commenti su di lui, anche quelli...sapete...comincia a vederci poco ma si rifiuta di mettersi gli occhiali perché dice che il suo spirito non vedrebbe più veramente quale sia la giusta via...
Buona lettura e un saluto a tutti, domani sarò in trasferta, spero vi piaccia il racconto...MF
ps: lui Max lo chiama: Grande uomo bianco che come lui vuole bene, nonostante tutto, a Grande stella di luglio (che sarei io)...commovente, no?