lunedì 7 novembre 2005

Senza titolo 772



Anni e anni fa...


Scrivevo queste cose...

Non ricordo l'anno nè era appuntato sul foglio da cui l'ho ricopiata ma credo facciaa sempre parte dei Deliri romani... quindi databile fra il 1989/1992...
Ho solo corretto qua e là qualche "errore di stile".

Buon lunedì a tutti, mf







Camminavo nella notte senza luna né ombre. La lite era stata furiosa. Come conseguenza della furia, un occhio pesto io e l'altro indenne.
Camminavo nella notte ora, senza paura, con il passo svelto come se avessi qualcuno dietro di me. Sentivo passi inesistenti, il turpiloquio a voce sottotitolata, il fantasma delle mie paure era in me... da anni e probabilmente per sempre.
Intravedevo la spuma bianca gettata con costanza, a riva, dalle onde ritmiche e ossessive.
In essa l'unico accenno di lucore.
Arrivai velocemente, ansimando, al piccolo porto antico, o a quello che di esso restava grazie a un attracco e un'ancora enorme, intrisa di alghe e la cui poca lucentezza metallica era ormai meta di licheni e conchiglie fossili.
Piangevo, sudavo e imprecavo. Se la forza me lo avesse concesso avrei legato una cima a quell'ancora e poi al mio piede sinistro. Avrei spinto tutto giù dalla roccia più alta, fino a toccare il fondo sabbioso e nerastro.
Volevo affondare in quel mare d'agosto, riempirmi stomaco e viscere con quell'acqua che aveva lo stesso sapore delle mie lacrime.
Provai. Non riuscii a trattenere l'impulso rabbioso e mortale che prende dopo la presa di coscienza di essere un umano, umano solo per se stesso.
Mi tuffai dalla roccia romana, con tutti i vestiti indosso e senza scarpe, unica testimonianza di un mio passaggio, prima dell'ultimo passaggio, sulla terra, sulla mia terra.
Ma... so nuotare molto bene, il mare era troppo calmo e troppo tiepido.
Onde fragorose e temperature fredde avrebbero di sicuro acuito il mio rabbioso stato di animale ferito. Quella quiete marina, già cantata da molti poeti, fra cui il mio fra i preferiti, fece come d'incanto un miracolo: la rabbia svanì e rivolsi la mia parte prima supina verso l'alto a cercar le stelle.
Eccomi ora, finto corpo morto in balia della corrente nera del mare e del cielo. Chiusi gli occhi per qualche minuto, il tempo di rivivere, ripercorrendoli con memoria acquatica, gli avvenimenti drammatici delle ultime ore.
Alzai il braccio e con la mano provai a toccare, assicurandomi che fosse ancora al suo posto, l'orbita del mio occhio dolorante.
Mentre tentavo di individuare Andromeda la decisione di invertire la rotta e tornare verso la mia terra si fece spazio tra il dolore e la calma del mare. Tutto ciò non fu possibile: il braccio si alzava dall'acqua ma in aggiunta alla normale resistenza fisica che si incontra dal basso verso l'alto fui presa da una nuova e strana sensazione.
Mi sembrò che il mio corpo non rispondesse più alla mia volontà ma ad una sua propria ed ebbi la sensazione che si stesse allungando, come se le cellule e i tessuti di cui era composto cominciassero ad espandersi.
Sentivo braccia e gambe allungarsi fino ad assumere proporzioni sconvolgenti.
Lo stesso stava facendo il mio collo, in parte immerso nell'acqua, e con lui il mio volto...
L'istinto mi impose di girarmi di nuovo con la faccia e la parte frontale in giù. Fu allora che vidi i miei occhi, immersi nell'acqua, farsi sguardo infinito dentro l'oceano e verso gli abissi più oscuri.
Tutta la fauna e flora marina, viste sempre e solo nei libri e sullo schermo era ora davanti ai miei occhi o al mio grande occhio, a me non più corpo solido.
Provai a guardarmi ma non mi trovai, mi cercai dietro le rocce, fra le alghe nascoste negli anfratti più bui, nelle pieghe tristi di onde solitarie, dentro i gusci delle conchiglie a spirale, magari a far compagnia ad un abitante solitario, anch'esso in cerca di una via di fuga.
Non mi trovai in nessun luogo ma sentivo di essere ovunque.
Dove ero? "Voglio tornare a riva", pensai mentre pensavo di urlare le stesse parole. Ma pensiero rimase perché le mie labbra e la mia bocca, custodi della mia voce terrestre, non sapevo più dove fossero.
Mi venne di nuovo da piangere, ma ero già lacrima.
Ero me Mare.

venerdì 4 novembre 2005

Senza titolo 771



Metapaintings



Hieronymus BOSCH, La nave dei folli, 1490/1500 c.a.


Per ora la versione di Bosch... più tardi la mia (o meglio, quella di MF)

Nel Medioevo esisteva una (barbara) usanza secondo la quale queste persone "strane" folli e malviste dai "più" venivano raggruppate e allontanate dai centri urbani... di solito imbarcate su grandi battelli che, regolarmente, andavano alla deriva.
Venivano considerate delle navi di pellegrinaggio, simbolo di questi folli alla ricerca della ragione (smarrita o mai avuta... non aveva importanza).
Di solito era proprio l'equipaggio a portare al naufragio la nave e i naviganti che, più che la ragione, trovavano in seguito la morte o un destino in terre a loro sconosciute dove dover cominciare una nuova vita... probabilmente ancora più da folli che non da rinsaviti.
A pensarci bene, ma direi che il paragone sorge spontaneo, esiste un'analogia con le navi che ogni giorno giungono cariche di "folli" extracomunitari... che intraprendono viaggi altrettanto avventurosi con la "convinzione" che giunti all'"isola" o penisola del tesoro potranno recuperare la loro vita...
Sappiamo che così non è.

Buon venerdì a tutti, mf

PS:: oltre al quadro di Bosch più tardi posterò la metaversione della Nave.




... dopo ore di attesa...


riesco di nuovo a pubblicare



©S. Manfredi, La nave dei folli - 1993 c.a.



Versione 1:1



ps: Oggi non ci sarò e quindi temo che le metarbarze del fine settimana questa volta "salteranno"...
Buon week end a tutti voi, mf

giovedì 3 novembre 2005

Senza titolo 770



Metadreams
Annuncio: prima che lo diciate nei commenti,
i peperoni ripieni li ho mangiati ieri a pranzo :)





Si possono sognare quattro componenti di una storica band mondiale?
Si possono sognare non più con i capelli e le lunghe barbe ma nemmeno imbiancati e appesantiti dall'età... come se il tempo si fosse fermato?
Si può dialogare in italiano nonostante loro parlino inglese?
Si può mangiare con loro, su di un prato inglese, agnello arrosto con patate mentre il piatto del giradischi suona quella canzone dove il poverino giace su Broadway?
Abbiamo poi danzato sul cratere di un vulcano, probabilmente O' Vesuvio ché da lì vedevamo Pompei gremita di gente, e Steve diceva... "dovevamo esserci noi... 'sti strunz hanno fatto prima!"
Tornati a casa, nella mia casa arredata modernamente ma con un tocco vintage British che io non la sentivo mia, Peter va in camera da letto e comincia ad aprire gli sportelli del mio armadio a sei ante con i fiori dipinti su ogni anta...



Mi dice di metterlo in ordine, così avrei messo in ordine anche il mio aspetto e fors'anche la mia vita e mi chiama "Ethel".
Ma non è finita qui. Anthony mi fa un cenno con la mano e mi dice di affacciarmi alla finestra per farmi vedere un fiume: "Guarda, siamo in Scozia ora e quello che scorre proprio dentro al tuo bel giardino coltivato ad Artemisia gigante è il Firth of Forth... Fai attenzione, è il fiume del cambiamento... ogni volta che ti immergerai sarai altro da te, un nuovo te".

Io appunto tutto quello che mi dicono e che vedo su di un taccuino con un tacchino sulla copertina.
Ci ritroviamo ora nel salotto buono e tutti seduti nelle poltrone di velluto con i poggiatesta di lana lavorata a maglia dalla "Tata" di Cinthia.
Sul piatto ancora musica... ascoltiamo in silenzio e ci guardiamo e si guardano tutti negli occhi... pare di udire una risacca dal fiume, forse il vento?

Io mi alzo e dico... "VENTO E TEMPESTA... per voi sono arrivati e si sente, per me stanno giungendo e vi devo lasciare che altrimenti l'agnello rimasto a cuocere in forno si brucia... Addio, siete meravigliosi come vi avevo sempre immaginato"...

Risveglio

ps: chiaramente tutti avrete capito chi ho sognato ma la mia domanda odierna è... (Blueriver al solito la farà da padrone) ho "sognato" anche molte loro canzoni... qualcuno vuole cimentarsi?

Buona giornata a tutti, Mf

mercoledì 2 novembre 2005

Senza titolo 769



Metatac (1998)



Una delle ultime tac di controllo fatte da Mf per controllare gli effetti post sbadoing, o meglio uno dei riquadri dell'intera tac.
Ho scelto questo perché , guardandolo bene (e al contrario, come si può capire dalle scritte) mi pare di riconoscere nella figura un qualcosa di "umano"... cosa non saprei, o meglio chi... a occhio e croce direi che si tratta di Joe, uno dei magnifici 4 ma potrebbe essere anche un infiltrato mandato da qualche cervello extraterrestre per studiare me, come esempio "strano" della razza umana, no? Per chi volesse cimentarsi in una risposta può guardare anche QUI.
In basso a destra (che poi sarebbe "alto a sinistra") potete notare la cavità ossea dove passò il trapano perforatore :)

Buona giornata a tutti, mf

venerdì 28 ottobre 2005

Senza titolo 768



Metallibarze del ponte







Le prime due le ho ricevute da Clio


Un ladro ferma una vecchietta e inizia a frugarle nella borsa, poi nel reggiseno, e infine nelle mutande...
A un tratto, arrabbiato esclama:"Ma non hai un euro !!!"
E la vecchietta: "No, ma se continui ti faccio un assegno !"



Due amiche al telefono:
"Finalmente, dopo tre anni che stiamo insieme, Massimo mi ha parlato di matrimonio!"
"Davvero? E che cosa ti ha detto?"
"Che la moglie si chiama Laura e che hanno due bambini..."



Non facciamo confusione
In una favela brasiliana, un giorno di sole, un caldo infernale. Tre uomini entrano in una piccola baracca, calda e umida, con il tetto in lamiera, trascinando un ragazzo magro e fragile per le braccia.
Là dentro Djalmao, un omone enorme, bruttissimo, sudato, puzzolente, con uno stuzzicadente in un angolo della bocca, si stava pulendo le unghie con un coltellaccio usato per aprire la noce di cocco. Uno degli uomini dice:
- Djalmao, il capo ha detto di dirti di metterlo in culo a questo qui. Dice che è per insegnargli che non deve fare il bullo con la gente della favela!
La vittima grida disperata e implora perdono. Ma Djalmao se ne frega e risponde:
- Sbattilo nell'angolo! Fra poco me ne occupo.....
Quando l'altro se ne va il povero ragazzo comincia a dire:
- Signor Djalmao, per pietà, mi lasci andare via! Non lo dirò a nessuno che sono stato rilasciato senza punizione, la scongiuro!!! Djalmao gli risponde bruscamente:
- Taci e stai buono l?!
Cinque minuti dopo entrano altri due uomini trascinando un altro ragazzo:
- Il capo ha detto di dirti di tagliargli le mani e cavargli gli occhi.
Dice che è per insegnargli che non deve toccare i soldi del capo! Djalmao, con voce grave:
- Lascialo là che me ne occupo fra un po'.....
Passano altri cinque minuti e arrivano due uomini trascinando un altro poveretto:
- Djalmao, il capo ha detto di tagliare via il pisello a questo qui così imparerà a non guardare mai più la donna del capo.
Ah, ha detto anche che devi tagliargli la lingua e tutte le dita così non toccherà più nessuna donna della favela!
Djalmao, con voce sempre più grave: - Mettilo lì nell'angolo con gli altri, fra un attimo me ne occupo io!
Il primo ragazzino consegnato a Djalmao dice allora, con voce estremamente cortese:
- Dottor Djalmao ..... con tutto rispetto ..... solo per evitare confusione, io sono quello che lo prende in culo!!!




come da codice della strada...
Un giorno un nero decide di andare da una prostituta, ed appena la vede le comunica che vuole sodomizzarla.
La prostituta, dopo aver pattuito la somma, si mette a 90 gradi, si spalma della vasellina e aspetta.
Dopo un po' che aspetta e lui non arriva si volta e chiede:
"Allora?Ti sto aspettando!"
Poi chiede atterrita:"Ma cosa stai facendo?".
Il nero si sta arrotolando sul suo grosso pene una grossa catena di ferro e dice:
"Su terreno scivoloso meglio mettere catene!"....


Giovane coppia

Una giovane coppia è in procinto di sposarsi, allora lui dice a lei:
"cara quando saremo sposati ti mostrerò il pene".
E lei pensa "ma cosa sarà questo pene?"
I giorni trascorrono e lui ancora:
"cara fra pochi giorni vedrai il pene!"
E lei sempre pensa "chissà che è questo pene?"
Finalmente si sposano e partono per il viaggio di nozze, giunti in camera lui dopo una doccia va da lei con il solo accappatoio addosso e le dice:
"cara è giunto il momento, guarda! Questo è il pene!" e così dicendo si apre l'accappatoio.
e lei "ah!! E' come un cazzo però è più piccino!!"


Religiosi in missione
Un prete e una suora partono in missione, devono attraversare il deserto con un cammello, a metà del percorso però il cammello si sente male e tragicamente muore.
Il prete dopo un giorno di sofferenza dice alla suora "sorella visto che ormai la nostra fine è vicina le chiedo di soddisfare la mia ultima curiosità..."
E la suora: "mi dica padre"
"Cos'ha lì in mezzo alle gambe, sotto la gonna?"
"Carne morta padre, carne morta... E lei invece cos'ha in mezzo alle gambe?"
e il prete "Una cosa che serve a svegliare la carne morta..."
la suora risponde "Ecco bene veda mò di metterlo nel di dietro al cammello a vedere se riusciamo a finire sta missione".


Sembrava facile!
Una giovane e procace figliola vuole diventare ricca con facilità.
Pertanto sposa un miliardario ottantenne sperando di ammazzarlo poi con un'orgia di sesso alla prima notte di nozze.
Così, dopo la sfarzosa cerimonia, si sdraia nuda sul letto aspettando il maritino.
Sorpresa delle sorprese, questi esce dal bagno nudo, con una spettacolare erezione già completa di preservativo...
Ma la ragazza nota anche che l'uomo ha due tappi nelle orecchie e una pinzetta serra-narici.
Amore, come mai questa tenuta?
Gioia, sono due le cose che non sopporto:
le urla di una donna e l'odore di gomma bruciata...


il tic
Un ragazzo in cerca di lavoro e con un tic (muove di continuo il braccio col pugno chiuso avanti e indietro nel tipico gesto del "fottere") si presenta al proprietario di un negozio di biancheria intima femminile.
- Ma lei conosce il mestiere? - gli domanda il proprietario
- Certo! [sempre facendo il gesto] Ho lavorato in vari negozi!
Ma il proprietario ha delle perplessità vedendo il tic del ragazzo:
- Però, lei capisce, con quel tic le clienti potrebbero offendersi -
Guardi che non è un problema [sempre facendo il gesto] mi basta un'aspirina e mi passa.
- Davvero? Se è così la assumo!!!!
Il ragazzo [continuando a fare il gesto], cercando l'aspirina inizia a frugare nelle tasche tirando fuori una gran quantità di preservativi.
Il padrone del negozio lo guarda incuriosito e preoccupato.
Alla fine il ragazzo trova le aspirine, le prende ed il suo tic si placa.
E il padrone: - È vero! Ma, mi tolga una curiosità, come mai ha tutti quei preservativi?
E il ragazzo, mimando il gesto: - Ma lei ha mai provato ad entrare in una farmacia, nelle mie condizioni, e chiedere delle aspirine??


My blog is worth $1,990,050.00.
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ULTIM'ORA - La barzelletta dell'anno
Sabato, 29 ottobre 2005
Berlusconi: "'Non volevo la guerra... Non sono mai stato convinto che fosse il sistema migliore per portare la democrazia. Ho provato a convincere Bush, ma non ci sono riuscito."

Buon fine settimana e ponte (a chi lo farà) a tutti, mf



Senza titolo 767



I Tombsk e Quadronia (ultima puntata)







Avevo intuito che quell'oggetto mi fosse stato dato per qualche motivo e senza che nessuno se ne accorgesse, con un abile movenza da prestigitigidigitadigitadigitore lo misi dentro la scollatura del vestito, proprio a contatto con la porzione sovrastante il cuore, che da qualche minuto stava battendo a velocità supersonica, provocando delle aritmie così forti che pareva che avessi il singhiozzosenzalimiti.
Non appena il cavaliere mi colpì, la lama sì entrò, ma attraversò il cammeo magico che al suo passaggio si aprì e fece aprir le carni nobili ma senza che queste venissero offese nè sanguinassero.
una specie di sbottonatura che mostrò solamente la mia parte sinistra del corpo a chi mi era di fronte, cavaliere compreso.
Non solo, ma una volta che la lama capì che là dentro non poteva stare perché inutile, si ribellò al duro polso del mago cavaliere, uscì da dentro di me così come dentro era entrata e si diresse a forza verso il SUO cuore che, dopo che i Tombsk gli avevano tolto la corazza per farlo respirare era rimasto sguarnito di protezione così che la lama potè entrarvi dentro come il coltello in un barattolo di nutelska...
A nulla servì la magia oscura di Podraske che tentò di estrarre subito la spada ma senza risultato alcuno se non quello di permettere al suo sangue nero di fuoriuscire con un getto potentissimo... simile agli zampilli della fontana del quartiere antico di Vicosquarano, sede della mia prima dimora nel contado.
Il mio vestito di pizzo e crinolina da verde clostro diventò nero-inchiostro e magia delle magie.... i fiotti che caddero in terra e si mischiarono con il liquido azzurro robaltico fuoriuscito dalle vene nane dei Tombsk uccisi barbaramente e diedero quindi vita, all'istante, a una nuova, incredibile morfologia umana o umanoide che dir si voglia, date le fattezze di quello strano popolo, divoratore di mandragola e stercus prugnarius:
si ersero da quelle "acque" dal colore incredibile, dopo la fusione... dei nuovi Tombsk... uguali agli altri ma più sorridenti e gioviali.
Stranamente ricordavano tutto l'accaduto e il vedersi di nuovo vivi diede loro una gioia incontenibile e qullo che era il capo rivolgendosi a me e guardando quello che rimaneva del mago Podraske mi disse... Madamigella Quadronia, nulla è successo per caso...(nihil succedesse pè destiny) l'antica profezia si è materializzata... (antiquininate cattivikus prophecy smiratte) una nobildonna dai capelli color grano da mietere salverà la popolazione dei Tombsk dall'oscuro e malvagio mago Podraske, il quale una volta impossessatosi del paese della notte avrebbe accumulato forze su forze per poi conquistare anche il "paese del giorno"...( una donna combatterà e vincerà il male, nonostante la sua "bionditudine":)
Il giorno della luna settimina dell'anno 175 a.b.c. una fanciulla senza macchia farà cadere, col suo sguardo fiero un cavaliere dal suo destriero, dando modo così, al popolo notturno di risalire dal regno oscuro, cui era stato relegato 869,6 anni prima dallo stesso mago... e darà loro modo di sconfiggerlo e di poter alla fine ritornare a vivere camminando a testa alta.
Quella dama eravate voi Donna Quadronia e il cavaliere dalle belle sembianze il terribile nemico...
(Voi ci avete salvato, madamiska Quadronia)
Ci avete liberati dalla schiavitù notturna e dall'impossibilità di vivere come umani e vi saremo riconoscenti a vita... Finalmente potremo rifarci una vita alla luce del sole e crescere i nostri figli facendo in modo che il loro sviluppo non si fermi al vostro girovita...
Ed è per questo che il popolo dei Tombsk vi elegge loro regina e signora da questo momento fino a che voi sarete in vita.


Dette queste parole il capoTombsk mi fece inchinare (quasi sdraiare data la loro "bassezza" e mi pose sul capo ormai "semintrecciato" una splendida corona degna della regina più regale del mondo e mi disse che quando suo figlio sarebbe cresciuto avrei potuto sposarlo e diventare ancor di più padrona e signora di tutti loro...
Tutto accadde e non in una notte e ora, io, Quadronia II, regina di Tomsbsketia regno felice sul mio popolo, accanto a Goffredo IV da Botterdham, un Tombsk cresciuto dopo la liberazione e sviluppatosi normalmente... Attendiamo un bambino che sarà chiamato ... non lo sappiamo ancora ma di sicuro lo affideremo ai magnifici 4 di mf affinché lo aiutino a crescere nel miglior modo possibile...
THE END...

Un saluto a tutti, mf

giovedì 27 ottobre 2005

Senza titolo 766



I Tombsk e Quadronia (seconda puntata)






... Quindi si girò verso me ed alzando lo sguardo per parlarmi (l'altezza media di un Tombsk è di circa 98 cm... i giovani rasentano i 76...)
"Noi Tombsk viviamo sottoterra ma quando possiamo aiutiamo i terrrestri quindi se voi non vi opporrete sarà nostra cura trasportarlo giù, attraverso il tombino, fino alle nostre dimore e curarlo fino a che non si sarà ripreso come il suo destriero (che dopo un primo "accovacciamento" a terra causato dalla mia caduta sopra a entrambi pria di cader sul selciato, si era rialzato e scalpitava e nitriva in attesa di tornarsene al suo contado, a mangiare la sua "ratio biadae").
"Quindi" - riprese - "Madama, voi potrete, qualvolta lo desideriate scendere nei nostri alloggi e sincerarvi della salute del vostro beneamato".
Io, che non avevo la benché minima intenzione, nè l'avevo mai avuta, di calarmi nelle viscere della terra, patria di ratti e di essere nauseabondi... nè tantomeno, nonostante la beltade del volto e dei lineamenti corporei ben visibili da sotto l'armatura scostata mi fisse venuto in mente di considerare il cavaliere un possibile beneamato (sì, magari un quiquoqua en passant ma niente di serio, sono una nobildonna, io... già promessa in sposa ad un duca di fama nel contado, e ricco quanto e più del mio amato padre , il Principe Quadronio III...
Quindi, con occhio stupito e sguardo sbiadito a sincerar della noiosa proposta fattami dal nanuomo gli risposi gentilmente e aggraziatamente così come conviene ad una fanciulla del mio rango:
Vi ringrazio della vostra gentile offerta, signore... Sicuramente il messere guarirà presto, so che usate delle erbe miracolose e che i vostri cerusici sono fra i più bravi del regno, anni orsono uno di essi curò anche mia cugina, donna Liberata da Zepponami, che era diventata dal giorno alla notte color melanzana ed accusava dei terribili dolori alla prostata del marito... il vostro rimedio se non erro fu un decotto di miglio variegato al mirtillo con succo di paprika e dodici gocce di sangue di coniglio della sponda ovest del Reno.
Però c'è una cosa che dovete sapere : costui non è il mio beneamato, è la prima volta che vedo le sue fattezze chè non sono affatto malfatte ma io non so chi esso sia, anche se devo dirvi che, a guardarlo più attentamente mi ricorda vagamente il principe DopobarboII, sapete? Quello che viene illustrato sui vari "REWARD" del regno e che si dice essere in realtà il perfido mago Podraske di Luth.


Appena terminai di parlare si fece subito un silenzio innaturale, sopra e sotto la terra, vento e cicale compresi smisero il loro rumoreggiare a chi piacevole a chi non sopportabile.
Nessun animale negli orti sembrava esistere... I Tombsk più piccoli, tranne il mezzo che gestava nella pancia di Mamma Tombsk furono ricacciati tutti al di sotto della grata metallica arrugginita.
Io mi strinsi le braccia intorno , come a proteggermi dal brivido che percorse, raggelandola, la mia schiena, nel setoso abito nascosta...
Quindi, rivolgendo lo sguardo al giovane cavaliere mi accorsi che aveva gli occhi aperti e d'un rosso vivo intorno le pupille azzurre... che gli conferivano il tipico aspetto spettrale dei morti viventi...(ma li aveva così anche un mio nobile amico cavaliere che abitava sulle sponde del Mar Adriatico, il cavalier Rigoberto di Tavernellandia, quindi la cosa non mi preoccupo' nè spaventò oltremodo)
Capii subito dato che fra tutte le donzelle del regno mi si additava come "madamigella sagace", che era stato il mio "discorso" a risvegliarlo o una delle parole che avevo pronunciato... ma quale?
Mentre io meditavo su ciò, e pensavo e rimuginavo sul mistero... ad un tratto, Il giovane cavaliere svenuto rinvenne così come morto s'alza da bara chè morto non era, e balzò in piedi scattando e saltando veloce come un dardo di Messere Wilhelm, sgaiattolando dietro la colonna con ornamenti dorici e in peperino tutta.
Quindi guardando tutti come a riconoscerci dopo un lungo sonno pieno di incubi...con aria di vendetta criminale sguainò l'enorme spada dal fodero di cuoio lavorato a sbalzo con scene di caccia al daino abbattuto e senza che in quel nanoattimo nessuno potesse capire il terribile destino cui ognuno stava andando incontro, sferrò un attacco mortale ai tombsk rimasti in superficie, un 4/5 in tutto, già piccoli di statura e apparentemente (e realmente perché erano un popolo semipacifico) inermi e infilzando prima il capoTombsk, poi il suo assistente e poi altri due che erano stati incaricati alla ricerca delle erbe medicamentose
... fino a che...
dopo aver fatto fluttuare e sparso poi con gli stivali in pelle da guerriero, come ad appiattire bene un trerno dopo averci piantato piantine di pomodori fritti e verdi. quel liquido azzurro robaltico che era uscito copioso dai nanocorpi di quei rappresentanti del popolo sotterraneo.
Infine venne a porsi di fronte a me, madamigella ElenaQuadronia Botticella II e, recisa con un colpo netto la treccia che pria aveva allungata oltre il limite consentito dalla legge mi disse nella sua lingua di origine, a molti sconosciuta nel paese ma non a me, chè avevo studiato dalle suore Orsomande lingue e linguacce doc:
Madamiska quadrioska (aveva sentito il mio nome, pronunciato sicuramente da qualche messere che, passando per la piazza, mi aveva sì salutata)...;
reiopa tino fartesse... Regratia tuia lumine nobiteleia sed... plurime agregatio strenua ktonia under....
je te matabo porquè tu ablasti la magisquetlogoia... quinderkindermonster jo stabo X transformer Podraske.
Ergamenta te splatto el corazor bilama
...
e affondò la punta acuminata nel mio petto di damanobile...
Non sentii nessun dolore nè svenni nè mi impaurii.
Dal tombino sottostante una piccola mano poco prima si era sporta e mi aveva posato in una delle mani bianche e delicate, una specie di grosso cammeo metallico , con su il ritratto del nemico più acerrimo di Podraske... il conte Klok, un angelo del cielo, mandato sulla terra per aiutare i più deboli e con il mestiere di intrattenitore burlone per copertura, i cui manifesti tappezzavano da mesi tutte le contee di Quadronialessandrika

Fine seconda puntata (...Magari la prossima volta finisco?

Buon giovedì a tutti, Madamigella Fisica:)