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mercoledì 13 febbraio 2008

Senza titolo 1456



Metallicafisicando



© S. Manfredi, Like a horse(Man)?, 2008


Se non vi piacciono i Metallica non cliccate QUI. Nel caso voleste farlo, alzate il volume al massimo. Se ci si deve fare male bisogna farsi male sul serio, non credete?
Non c'entra un metatubo ma la scena incriminata io l'ho vista e non mi sembra così volgare. Almeno non tanto quanto culi e tette al vento che si vedono la domenica pomeriggio, durante certi programmi di "intrattenimento".
Fra l'altro ieri la suddetta scena era anche su You Tube, stamattina non c'è più.
Invece il "povero" Nanni Moretti rischia, a causa della scena HOT, girata durante le riprese di Caos Calmo, un bell'anaLtema!
Leggi
QUI!
Ma un sano e liberatorio vaffanculo a questo don Nicolò non glielo dice nessuno?
Riporto parte dell'articolo:
«Da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari - scrive don Anselmi nella lettera ai giovani che andranno a Sydney - mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d'amore aperto alla vita, ad un figlio».
Il sacerdote è deluso per «la scena erotica pesante» di Caos calmo, visibile «in versione integrale» anche su «YouTube» e alla quale, lamenta, il Tg1 ha dedicato «molti minuti» lasciando solo «pochi secondi alla guerra civile in Kenia».
«I due attori fanno l'amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia: capisco - spiega don Anselmi - che la scena vada letta e inserita nel contesto del film, ma confesso che anch'io sono rimasto stupito e disturbato. Molte persone osservano che i consacrati non possono e non devono parlare di sessualità corporea perchè non la vivono.
Mi sento di poter dire che noi la conosciamo e la stimiamo così bella e importante che ogni giorno la offriamo sull'altare, doniamo a Dio ed alla nostra comunità il nostro celibato, con fatica e con gioia. Per questo preghiamo per chi svaluta questi gesti
».

Domanda n. 1 - Ci sono più figli di Sodoma nell'esercito della chiesa di quanti non ve ne fossero ai tempi di Lot. Lo fanno sempre guardandosi in faccia?

Domanda n. 2 - Non la faccio perché rischio, come Moretti, un anatema. Sono pur sempre la nipote del FU Monsignor XXXXXX... mia madre ne morirebbe, a leggere che sua figlia è stata scomunicata.

PS: cliccate sul pezzo e alzate il volume. Molto meglio, magari durante un amplesso con il vostro partner (come i missionari, savasandìr).

Buona giornata a tutti. mf

lunedì 11 febbraio 2008

Senza titolo 1454


Metamete
Perugia-Spello / 2


Fotoinvestitura, Spello, 2008



Dopo la magnifica visione della colomba, che "scagliata" dall'alto dei cieli "investe" Maria e le annuncia tramite l'arcangelo che sarà la mamma di Gesù, e moltre alte visioni poco prima di splendide Madonne, una luce proveniente da un corridoio in pietra rosa fra la Cappella Baglioni e la Pinacoteca ci attrae.
C'è ancora uno strano presepe. A dire il vero è una rappresentazione di come dio, dall'alto dei cieli e sul suo scranno, tenti di distogliere gli uomini dal commettere peccato rappresentato da QUESTA IMMAGINE, è posta fra il cammino degli uomini e l'altissimo.

E l'unico modo per evitare di peccare sembra essere quello di aggrapparsi all'ancora che l'altissimo getta sula terra, in particolare sulla barca dove naviga, verso il peccati, il primo uomo della lunga fila.

Sopra campeggia la dicitura illuminata che ho chiamato "Fotoinvestitura":
Lasciati investire dalla luce di dio e vincerai le onde del male (o mare).
Mentre fotografavo, una voce blasfema dietro di me: "Sì, ma l'assicurazione paga?".

Buon lunedì a tutti, mf

venerdì 8 febbraio 2008

Senza titolo 1452


Metapills (01)
Metallimovies


Irina Palm (link)


Sono andata a vedere questo film. Convinta e sicura, dopo aver sentito giudizi positivi da chi lo aveva già visto, che mi sarebbe piaciuto. E così è stato. Una commedia dolceamara, dove la disperazione e la preoccupazione per il nipotino molto malato portano una vedova di mezza età, magistralmente interpretata dalla "vecchia ragazzaccia beat" Marianne Faithfull, ad accettare un lavoro "particolare" in un locale dove gli uomini vanno per sesso.
Posso dirvi solo, visto che è una Metapill, che è un film da vedere: delicato, divertente e commovente. E che per il tema trattato avrebbe potuto facilmente scadere in un film di serie B o C. Invece regista e attori lo hanno reso una piccola perla nel pazzo mondo di celluloide.
mf

PS: era un sacco di tempo che non facevo una serata cinema+pub.
Al pub io bevo succo di frutta o fanta, possibile che ogni volta Max si debba scandalizzare?


Metapills (02)
Metallibooks



La vera storia della Principessa sul pisello (link)


Altro caso disperato, altra manifestazione dello stesso ma in forma scritta. No, non è il libro di Irina Palm, ma di una ragazza che frequenta da un po' di tempo il mondoblog e che avete letto spesso nel commentario di mf.
La ragazza in questione è Marina Garaventa, aka la Principessa sul pisello che ha pubblicato La vera storia della principessa sul pisello.
Forse è riduttivo parlare di questo libro in una metapill, infatti avevo scritto un sacco di cose e il discorso era prolisso. A lei non piacerebbe, lo so.
Dirò solamente una cosa. Le donne, di fronte alle avversità hanno molte più "palle" degli uomini, Marina ne avrà una dozzina, almeno. Questo libro merita di essere letto da tutti, ma soprattutto da tutti coloro che pensano che arrendersi sia la cosa più facile.
La principessa sul pisello non si è mai arresa e mai lo farà, cazzo! (lei le parolacce le dice, e pure io!)
mf

giovedì 20 settembre 2007

Senza titolo 1345


Gabrielle di Rivombrosa




Maestro della scuola di Fontainbleau, Gabrielle d'Estrée con la sorella, duchessa di Villars, 1595




Titolo suggerito da Undulant che ieri mattina, in privato, aveva già dato la soluzione al metaquiz.
Ha inoltre proPOSTo di narrare le gesta di questa nobildonna ritratta nel quadro del "Maestro della scuola di Fontainbleau", proPOSTa che ho intenzione di esaudire, tempo e linea adsl permettendo (al momento pare funzioni).

Dunque la vita di Gabrielle di Rivombrosa, alias Gabrielle d'Estrée, e del quizquadro è complessa e quasi leggendaria.
La nobildonna è famosa soprattutto per essere stata l'amante di Enrico IV di Francia, soprannominato "Le vert galant" per la sua passione per il colore verde, con cui amava vestirsi, e per le donne, che però preferiva svestire (ça va sans dire).
Un re famoso, soprattutto per le varie mogli e le decinaia di eredi (più gli illegittimi) che da loro ebbe.
La frase "Paris vaut bien une messe" pare sia da attribuire a lui.
Ma andiamo avanti con Gabrielle di Rivombrosa, la sua amante pare dall'età di 20 anni fino alla morte. E questo nonostante fosse maritato con Caterina di Valois (il matrimonio durò dal 1572 al 1599). Non negò mai il profondo "affetto" che lo legava a Gabrielle la quale, al contrario della prima moglie, gli diede tre figli che in seguito vennero tutti legittimati con annessi titoli nobiliari e bei possedimenti in appannaggio.

Riguardo al dipinto da me ieri quizzato dovete sapere che ne esistono diverse versioni oltre questa in cui Gabrielle è raffigurata insieme a sua sorella, la duchessa di Villars.



Scuola di Fontainbleau, Gabrielle d'Estrées al bagno, inizi XVII sec.




Versione "bagneuse". Questo quadro, successivo a quello del "Master", è della stessa scuola ma anonimo e nella tavola (ad olio) si vede di nuovo la nobildonna Gabrielle di Rivombrosa, appena coperta da un velo trasparente, che fa il bagno.
È un quadro quindi non stupiamoci per i gioielli indossati o l'acconciatura perfetta di madame, pensiamo ai film di oggi dove le attrici, magari dopo una notte passata a far fuoco e fiamme, hanno un aspetto che sembrano uscite dall'estetista in quel momento, e pure con la piega intatta. Roba che io di mattina, anche solo dopo aver dormito, sembro Medusa coi serpenti vivi in testa.
FINZIONI, signori, FILMzioni!.
Gli altri personaggi sono, due dei figli avuti dal re, Cesare, in seguito alal legittimazione duca di Vendôme, che spia incuriosito la fruttiera, forse per rubarne un frutto prima che diventi marmellata?
E suo fratello Alessandro, poi cavaliere di Vendôme, allatatto dalla nutrice, decisamente più popputa della mamma con seni da coppa di champagne, o da bicchierino di grappa, come suggerito sempre dall'esperto Undulant.
Sullo sfondo si vede una fantesca intenta alle faccende domestiche in cucina.

Nel quadro precedente invece, quello del maestro, la nutrice e i due bambini non ci sono, ma essendo il quadro del 1595, è elementare Watson, era nato solo Cesare (1594) e probabilmente la cosa non era ancora di dominio pubblico, quindi non raffigurabile.
Il gesto alquanto particolare del "pizzico" al seno da parte della sorella di Gabrielle pare stia a significare che sia la favorita del re.
A me ha sempre fatto pensare a una sintonizzazione su Radio-bagneuse ma se il gesto significa questo e se nesuno mi dà altre spiegazioni (io non ne ho trovate), lo accetto di buon grado. Lo trovo un gesto delicato, impercettibile nella sua delicatezza e conferisce al quadro un non so che di atmosfera misteriosa e sensuale presente nel quadro. Atmosfera accentuata dal drappo rosso, quasi dannunziano come memoria (memoria a venire, ovviamente).
Il mistero invece insolubile è: Chi caspita è la donna sullo sfondo? Non c'è una cucina, nè la fantesca. La mia ipotesi personalissima è che si tratti di una sarta e che quella sia la stanza del piccolo Cesare e che lei oltre a vegliare silente il sonno del piccolo stia cucendogli un vestitìn.
... continua




Anonimo Scuola di Fontainbleau - Gabrielle d'Estrées al bagno, con la sorella, 1594




Un'altra versione di questo strano quadro è questa, 1594, il piccolo Cesare è nato da pochissimo, di nuovo la balia che lo allatta, di nuovo le due sorelle che fanno il bagno. Gabrielle indossa una collana di perle, probabilmente un dono di Enrico per la nascita del piccolo. Anche io ne ho una simile, ma è di perle tarocche, però sotto la doccia fa la sua figura, confusa fra le bollicine di bagnoschiuma.
La sorella sembra essere in posa per il pittore, pronta a leggere le notizie del TG1. La figura femminile sullo sfondo è sempre presente, sembra semplicemente come spettatrice della scena, sempre sconosciuta però.
Esiste una copia di questo quadro, una brutta copia, di un anonimo e dello stesso periodo. Unica differenza è che il pittore, forse pudico o forse per "normalizzare" la situazione ha "vestito" le due dame con delle tuniche leggere e chiare. Vi mostro la foto ma è brutta anche la riproduzione della riproduzione.




Anonimo - Gabrielle d'Estrées e sorella, fine XVI sec










Anonimo Scuola di Fontainbleau - Dame al bagno, Fine XVI sec




Un quadro dipinto e ridipinto, variando di poco i particolari e aggiungendo o togliendo personaggi. Sempre presenti però le due figure centrali: Gabrielle di Rivombrosa e sua sorella, sicuramente sua confidente e segretaria dei suoi discorsi più intimi. Quest'ultimo è visibile in Italia, agli Uffizi ed è incentrato sulle due figure femminili, appunto. Sempre intente a prendere un bagno, anche se qui il mistero si infittisce. La dama a destra, finora considerata Gabrielle sta infilando un anello all'anulare della dama di sinistra, finora duchessa de Villars. Fra le poche e frammentarie notizie trovate (ma farò ricerche più accurate, promesso) trovo che questo gesto è il lapalissiano riferimento di un imminente matrimonio fra Gabrielle e il re.
Tutto può essere. Enrico IV aveva riconosciuto i suoi tre figli come legittimi e pare avesse veramente intenzione di sposare l'allora 26enne Gabrielle d'Estrèe e farla sedere accanto a lui, sul trono di Francia.
Pare che il suo matrimonio con Margherita di Valois fosse già stato annullato e la data delle nuove nozze fissate per il 10 aprile 1599. Non solo, la nostra Gabriella di Rivombrosa era di nuovo incinta di sei mesi, in quel periodo. Avrebbe dato alal luce un 4° figlio al re da lì a pochi mesi.
Ma... le storie col principe azzurro, in questo caso con il RE VERDE non sempre finiscono con il "... E vissero felici e contenti".
La notte prima del matrimonio la futura regina di Francia fu colta da spasmi, convulsioni accompagnati da dolori fortissimi e.. a nulla poterono tutti i dottori di corte che si recapitarono immediatamente al suo capezzale.
Morì quella notte e con lei il nascituro.
Quel matrimonio pare fosse malvisto sia dalla corte che dal popolo perché tutti pensavano a quell'unione come dannosa politicamente, per Enrico IV, e quindi l'ipotesi della morte più valida è quella dell'avvelenamento, ipotesi che prese largo piede dal giorno dopo il funerale-
Ma chi? Chi aveva provocato quell'atroce fine a Gabrielle? Chi voleva proteggere così fortemente il re verde? Il mandante non fu mai trovato, nè fra i nemici nè fra i parenti e/o amici di corte.
Fra le molteplici ipotesi una non va tralasciata: e se Enrico IV avesse voluto liberarsi di un'amante oramai divenuta scomoda?
Ma a me preme di più sapere il perché, nell'ultimo quadro i ruoli delle due donne sembrano essersi invertiti.

E inoltre devo confessarvi una cosa: fra date e anonimi vari ho barato un po'... mi perdonate, vero?
mf

lunedì 17 settembre 2007

Senza titolo 1342


Metamovies
KlimT




Realizzare film su importanti figure storiche è sempre una scommessa difficile. Perdere questa scommessa sembra essere stato il fine del regista Raoul Ruiz, in questo caso.
Uso come metafora una scena del film per darvi la sensazione che ho avuto io, guardandolo. Gustav Klimt sta meticolosamente applicando foglie d'oro su una tavola. Una donna (presente in tutto il film ma non si capisce bene quale sia il suo ruolo) dopo una breve discussione esce dalla stanza e, per divertito dispetto, sbatte la porta così da creare un piccolo vortice d'aria che farà volare tutte le minute scaglie dorate. Quei brevi attimi di sospensione del "mezzo" con cui l'artista ha costruito gran parte dei suoi capolavori riassume la sostanza del film.
Un mancato capolavoro di "visioni". Sospeso in aria, in attesa di collocazione, come le tessere di un puzzle o come le foglie d'oro utili al completamento di un'opera di Klimt.
Un plauso comunque per l'interpretazione di John Malkovich e dell'attore che interpreta il pittore e amico Egon Schiele, Nikolai Kinski. Ma il film, nel complesso, è una cagata pazzesca... per dirla à la Fantozzi.

Buon lunedì a tutti, mf

lunedì 4 giugno 2007

Senza titolo 1269


Metallimovies
Poche righe per ognuno




Babel


Babel, un film completo, seppur difficile da un punto di vista narrativo.
Alla fine il cerchio si chiude e la casualità dell'inizio ritrova una sua logica nel finale.
Otto.



Un'ottima annata


Un'ottima annata, Ridley Scott in versione "commedia romantica".
Non è un filmone, ma si guarda con piacere, o almeno io l'ho guardato con piacere per la presenza di R.C.
Da astemia avrei anche potuto ubriacarmi, fra tanta uva e vino come attori comprimari.
sei e mezzo (sono di parte, 7!)



Inland Empire


Inland Empire, che dire? Quasi tre ore di bombardamenti visivi e dialoghi apparentemente casuali. Colori Lynchani classici, atmosfere di ombre e luci cinquecentesche.
Personaggi che interpretano personaggi che hanno vite simili ai loro attori.
I magnifici 4 dopo il 90simo minuto hanno cominciato a soffrire non poco. E dire che loro di personalità multipla se ne intendono.
"stream of consciousness", si dicevano fra loro, bisbigliandoselo nelle orecchie, come se uno dei coniglioni umani sul palco potesse sentirli e punirli, portandoli fra gli "altri", rinchiusi in quella stanza, ad attendere la liberazione.
"la lupa nella steppa americana", dice ad un certo punto Immanuel, rivolgendosi agli altri e ipotizzando una somiglianza fra la protagonista (una Laura Dern che sembra essere sotto choc dall'inizio alla fine) e Harry Haller, la cui doppia natura convive con lui e lo trascina alla fine nel teatro magico per pazzi.
David Linch si droga pesante, sentenzia Erminio sfiancato da quel vortice psichedelico e simbolico fatto di simboli che, però nesuno riesce a decifrare.
Tre ore e alla fine: La liberazione. Ma di chi? della protagonista? Dei coniglioni umani? Delle decine di comparse o delle prostitute?
Un finale almeno musicalmente grandioso: la voce di Nina Simone in Sinner man.
Max che adora Lynch è molto perplesso e ha lo sguardo sconvolto. Anche lui non ci ha capito una mazza.
Ma il motivo c'è: non c'era da capire niente, fidatevi dei magnifici 4!
Io comunque un sette glielo do, fosse solo all'immaginazione!

Buon lunedì a tutti, mf

martedì 24 aprile 2007

Senza titolo 1238


Certe notti...


Johann Heinrich Füssli, Incubo, 1781


Domenica notte, anzi lunedì mattina, vista l'ora.
4 del mattino circa... La sensazione che mi pervade al risveglio è quella di soffocamento ma non il mio: per trasposizione... È mia madre che sta soffocando, grazie ad una mozzarella che mio padre le ha fatto ingoiare, a forza, durante un litigio qualsiasi, uno dei tanti e finito in malo modo.
Mia sorella, che era intervenuta a difesa, non ha potuto niente contro la forza, ancora bruta seppur affievolita dall'anzianità, di quelle braccia che l'hanno scaraventata dalla cucina in sala, attraverso l'archetto.
Mi rigiro un poco nel letto cercando di distogliere la visione di morte e di facce deformate, seppure così familiari.
C'è orrore nel letto. Max dorme, bofonchia qualcosa di incomprensibile e scalcia, mentre io mi agito alla ricerca di un nuovo equilibrio mentale e fisico che mi riporti in braccio a Morfeo. Ma invano.
Decido quindi, per il bene della pace familiare, di lasciare max e il gatto immersi nei loro sogni. Mi alzo e vado a sdraiarmi sul divano, con copertina e cuscinetto arancioni (a quell'ora l'arancio fa bene al morale umorale).
Accendo la tv e dopo un rapido zapping gli occhi semichiusi, o semiaperti, vengono catturati da un'ultima cena cinematografica il cui cristo sembra essere più rasputin che il figlio di dio. Il bianco e nero profondi e l'obiettivo che si apre e chiude dando maggior spessore e importanza alle inquadrature fanno il resto per catturare ulteriormente le immagini da incubo viste poco prima, durante il sogno.
Il film è muto. Bene, posso eliminare completamente l'audio ed evitare così che le grida dei soldati romani nel giardino degli ulivi raggiungano Max. (Sono troppo sensibile o troppo paurosa per le sue reazioni? Boh?:).
Non so da quanto fosse iniziato ma finisce con la cattura di Gesù dopo che Giuda (quel traditor!) lo bacia.

Fine primo atto (?)
II atto. Siamo ora in Spagna, ai tempi della santa inquisizione. Decido di proseguire nella visione. Ad un certo punto si vede un documento scritto in tedesco... Penso ad un regista tedesco, ma chi? Penso ai pochi che conosco: Murnau, Lang, Lubitsch... ma cercando nei cassetti del metacervello i magnifici 4 non riescono a trovare nulla, ma nulla nulla nulla... Aspetterò che finisca, aspetterò i titoli di coda.
Al terzo episodio capitombolo, cado addormentata a piombo, con una gamba fuori dal divano.
Mi risveglio alle 6,05... Siamo tornati ai programmi a colori. Subito vado a cercare nel televideo tracce di "fuori orario", su raitre.
Niente.
Verso le 6,45 appare Max: "E tu che ci fai qui"?
"Alle 4 ho avuto un incubo e per non svegliarti sono venuta via e mi son preparata due spaghi aglio olio e peperoncino... poi ho visto un film su raitre e mi sono riaddormentata più o meno a metà, così non so di che film si trattasse".
Max: "Brava, hai fatto bene a toglierti dalle balle... e lasciarmi dormire".
Mf: "Bene, una volta tanto faccio qualcosa di giusto. A proposito, il film che ho visto, almeno in parte, era bello ma non so assolutamente dargli un padre regista". E racconto le trame dei due episodi visti.
.............
Arrivata in ufficio, più tardi parlo del film con Nybras, l'insonne più insonne di splinderland. Gli chiedo se per caso ha guardato la tv a quell'ora e se, nello specifico, raitre (insomma, mica sarà comunista solo per dar contro al papa, no?).
Ovviamente no, proviamo a cercare in rete qualcosa sul sito di Fuori Orario ma niente, tutti i tentativi vanno a farsi benedire dal gesù del primo atto.
Più tardi (io son testarda e se mi metto in testa di soddisfare una curiosità devo riuscirci, anche a costo di rompere le balle a mezzo mondo) parlo (ancora?!) della notte insonne a Epimenide.
E lui dopo un po', indossata la veste stellata e il cappello conico, mi manda un link che io ora trasmetto ai 2-3-4 lettori interessati a conoscere il contenuto del mio "fuori orario".
Era un film degli anni '20 del secolo scorso, di Carl Dreyer (di cui ho visto sicuramente La passione di Giovanna D’Arco), in quattro atti o episodi, intitolato in italiano Pagine dal libro di Satana.
Non appena Epimenide mi dà il link subito lo spedisco a Max e subito, o quasi, ricevo in dietro questa mail:
Sono un genio! Dreyer è il primo nome che ti ho fatto stamattina. Quanto so' genio!!!
Ovviamente io, sarà che avevo ancora tutti i magnifici 4 semi-incoscienti, sarà che l'incubo al latte mi aveva intorpidito qualsiasi forma di recepire la realtà, il nome di Dreyer non lo avevo sentito affatto, né mentre prendevo il caffè né, come lui sostiene, mentre si stava mettendo la camicia.

Ma è ovvio che tutti vi scatenerete a dar ragione a Max e a dire che me lo aveva detto, no?
E comunque ringrazio chi, per mail avrebbe condiviso l'esperienza di guardare il film con me, vestendo i panni di satana. Vabbè, nessuno è perfetto, no?

Buon martedì a tutti, mf

ah... e buon 25 aprile!





PS: per cinefili masochisti, Qui la possibilità di scaricare il film (sempre grazie ad Epimenide).