RI-Scoperte
Baci in bottiglia
Quando alle scuole medie si faceva il "gioco della bottiglia", i baci che si davano per "penitenza" (se dovevi darlo al/alla nerd della classe era veramente una penitenza) erano bacetti innocui o sulla guancia, tutt'al più, "a stampo" sulle labbra.
Ma in classe con me c'era "Romeo", un tredicenne che non rispettava assolutamente il detto "Nomen omen" e che del romantico Romeo scespiriano forse avea solo i capelli lisci a caschetto;
dimostrava 17/18 anni, lunga peluria sul viso, incolta come il giardino che avrei io se ne avessi uno;
con fare da cavernicolo stile "l'omo àdda puzzà" e con un cognome di un noto formaggio italiano che rendeva merito al proverbio).
Solo LUI, Romeo, se gli capitava la penitenza con le carine della classe (N.d.R., leggi "quelle con i balconi molto fioriti" ) tentava il polipamento con lingua fino al piloro.
Ma giusto il tempo necessario affinché la signorina realizzasse e lo spingesse via con una spinta.
Questo al'incirca nel 1976.
Anno domini 2008. La nipote n. 1 torna dalla vacanza scolastica in Tunisia (anche questa una novità, per noi matusa?!:).
Tra i vari racconti più o meno goliardici, scopro che il gioco della bottiglia ancora RESISTE.
Con una variante: Il bacio viene sì ancora dato come penitenza ma...
Al penitente verrà chiesto di baciare o una compagna o un compagno indistintamente. Il bacio dovrà essere rigorosamente dato in pubblico e rigorosamente "Francese", sia che si baci una ragazza, sia che si baci un ragazzo.
Quando ho tentato di dire qualcosa "contro" mi è stato risposto:
A zì, ma mica ci eccitiamo è solo un gioco, niente di sessuale!
Mi sento un po' obsoleta, come mi ha detto lei quando le ho confessato di aver datoil primo bacio (francesissimo) alla veneranda età di 16 anni!
Buon primo maggio e ponte a tutti, mf